Elenco dei migliori siti di scommesse per l'Italia: dieci concessionari ADM, letti dai loro stessi termini
Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2026 — dati verificati contro l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ex AAMS), nella lettura del 25 ottobre 2026.

Chi cerca un elenco di siti di scommesse utilizzabili in Italia finisce quasi sempre su pagine che promettono la stessa cosa: dieci nomi, dieci bonus, una classifica. Poi prova ad aprire il conto e scopre che il bonus ha un requisito di puntata, che il prelievo ha una soglia, che un sito che sembrava italiano gli chiede la copia di un documento entro trenta giorni e che, se non lo fa, il conto viene sospeso. La parte davvero utile dell’elenco è questa: non quale nome sta in cima, ma che cosa comporta sceglierne uno.
Un bookmaker che accetta scommesse in Italia ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, rilasciata da ADM per singolo sito e gestita su un dominio .it. L’elenco pubblicato da ADM è l’unica prova dell’esistenza di quella concessione. Non esiste una seconda via, non esiste un’autocertificazione, non esiste una licenza straniera che valga: una concessione rilasciata a Malta non è una concessione italiana, e un marchio presente in una classifica di comparazione non è per questo un marchio autorizzato.
C’è però un dettaglio che quasi nessuna comparazione scrive. L’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi. Una riga dell’elenco dice che quel sito può raccogliere gioco a distanza; non dice quale. Un concessionario può avere insieme diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di abilità, al casinò e al bingo, oppure solo una parte di questi. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive. A dimostrarlo è il sito dell’operatore, il suo palinsesto, la sua app. Ed è esattamente la differenza che separa una lista di marchi da una scelta consapevole.
Da qui in avanti il ragionamento si regge su una sola fonte per ogni numero: i termini che i concessionari pubblicano, più le loro schede sui negozi di applicazioni. Niente stime, niente medie di mercato, niente «di solito».
Che cosa rende utile una classifica di bookmaker
La parola «migliori» in una classifica di siti di scommesse è una promessa che nessuna classifica può mantenere, perché non esiste un migliore in assoluto: esiste un migliore per una certa persona, con una certa quota di deposito, una certa tolleranza al rischio e una certa idea di quanto vuole perdere in una serata. Quello che una lista può fare onestamente è mettere in fila le condizioni, e lasciare che il lettore si riconosca.

Il criterio che uso è rozzo ma funziona: cosa succede quando le cose vanno storte. Vai in perdita, decidi di smettere, vuoi alzare quel limite che ti sei dato il primo giorno. Ogni operatore, in quel momento, mostra la propria natura. Alcuni ti fanno aspettare, altri no.
Le concessioni del confronto, una per una
La tabella qui sotto raccoglie i dieci operatori nell’ordine in cui li tratto più avanti, con il numero di concessione, la società concessionaria e quello che i loro stessi termini dicono sul soggetto di questa pagina: la tutela del giocatore, i limiti, l’autoesclusione, le regole del conto.

panorami
| Marchio | N. concessione ADM | Società concessionaria | Cosa stabiliscono i termini dell’operatore su limiti e autoesclusione |
|---|---|---|---|
| AdmiralBet | 16048 | Admiral Bet S.r.l. | In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco, per giorno, settimana e mese; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni |
| Planetwin365 | 16007 | Pwo S.p.a. | Sul punto non risulta una disciplina nei termini richiamati; l’offerta sportiva è quella descritta nella scheda dell’app |
| Betfair | 16028 | Betfair Italia S.r.l. | Il conto sull’exchange italiano segue regole proprie dell’operatore; la documentazione richiamata indica una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi |
| StarCasinò | 16026 | Azzurri Limited | Nessuna disciplina richiamata sul punto; la scheda dell’app descrive l’offerta su eventi italiani e internazionali |
| NetWin | 16035 | Netwin Italia S.p.a. | Nessuna disciplina richiamata sul punto; l’offerta Sport-50 è riservata a conti verificati |
| Sisal | 16020 | Sisal Italia S.p.a. | Nessuna disciplina richiamata sul punto; conto gestito dall’app, con prenotazione e ricarica nel punto vendita |
| Goldbet | 16009 | Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Sul punto le condizioni richiamate non dicono nulla di specifico; il conto di gioco si apre anche con SPID e CIE |
| BetFlag | 16008 | Betflag S.p.a. | Nessuna disciplina richiamata sul punto; l’apertura del conto passa anche da SPID e CIE |
| Eurobet | 16012 | Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Nessuna disciplina richiamata sul punto; depositi e prelievi si effettuano anche da app |
| Lottomatica | 16010 | Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Nessuna disciplina richiamata sul punto; fra i metodi di pagamento accettati per depositi e prelievi ci sono PostePay e PayPal |
Le due righe che portano lo stesso nome nella colonna della società non sono un errore di trascrizione. Goldbet Better Organization Italy detiene due concessioni distinte, la 16009 su un marchio e la 16010 sull’altro, e ciascuna vale per il sito a cui è abbinata. È una fotografia utile di come funziona il sistema: la concessione non è un patentino che accompagna un’azienda ovunque vada, è un titolo legato a un indirizzo preciso. Lo stesso vale a parti invertite: Eurobet Italia S.r.l. compare nell’elenco su più siti, e questo non rende Eurobet e gli altri un unico operatore dal punto di vista della concessione.
C’è poi una colonna che resta quasi vuota, e il vuoto è informativo. Le condizioni pubblicate dai concessionari parlano molto di conto, di identificazione e di pagamenti, e molto poco di autoesclusione: dei dieci operatori del confronto, solo Admiralbet dettaglia la durata dei periodi di esclusione nei termini richiamati. Non significa che gli altri non offrano lo strumento — la legge lo impone a tutti — ma che la sua disciplina sta altrove: nelle pagine di gioco responsabile, nelle condizioni generali del singolo prodotto, nelle informative che si accettano in fase di registrazione. Se un lettore vuole sapere quanto dura un’autoesclusione su un sito che non la descrive nei termini, l’unico posto dove cercarla è il sito stesso, prima di depositare, non dopo.
punto di verifica: chi vuole controllare da sé se un marchio ha la concessione prende l’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e cerca il numero. Compare in testa o in calce ai termini dell’operatore, nella forma «concessione ADM n. …», e va confrontato con l’elenco ufficiale, riga per riga. Se il numero non c’è, o se il sito non è un dominio .it, il discorso cambia natura: quello che si sta guardando non è un bookmaker autorizzato in Italia.
Che cosa presuppone un bonus di benvenuto e quando te ne accorgi
Un bonus di benvenuto è denaro che l’operatore mette sul tuo conto, e come ogni denaro che arriva da qualcun altro ha un prezzo. Il prezzo si paga in requisiti di puntata — il «rigioco» —, cioè nell’obbligo di giocare quella somma un certo numero di volte prima di poterla prelevare, e nella quota minima alla quale quelle giocate contano.
La cosa che sorprende chi apre il primo conto è l’ordine degli eventi. Non si riceve il bonus e poi si scopre la regola: la regola è lì prima, nelle condizioni che si accettano con un clic, e il bonus si trasforma in saldo prelevabile solo quando la si è soddisfatta. Chi non la soddisfa non perde nulla di proprio, ma non incassa nulla di quel bonus. È una distinzione che vale la pena tenere a mente la prossima volta che un banner parla di «100 %».
Sui dieci operatori trattati, i requisiti di puntata e le quote minime non sono pubblicati nei documenti richiamati per questa pagina. Non c’è quindi un numero da confrontare, e non ha senso inventarne uno medio: chi vuole valutare quel costo lo trova nelle condizioni del bonus sul sito dell’operatore, e la domanda da fare è sempre la stessa — quante volte devo giocare questa somma, entro quando, e a quale quota minima vale.
Il margine del bookmaker, ovvero il costo nascosto in ogni quota
Qui la questione smette di essere contrattuale e diventa aritmetica, e vale per tutti gli operatori allo stesso modo. Una quota non è una previsione: è un prezzo, e come ogni prezzo contiene il ricarico di chi lo fa.
Prendiamo un mercato a due esiti — la classica sfida secca, senza pareggio — con entrambe le quote a 1,90. Sono quote illustrative, non prezzi letti su un sito: servono a rendere visibile il meccanismo. La somma dei reciproci delle quote è 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90, cioè 0,526 più 0,526, che fa 1,053. Il payout del mercato, la quota di tutto il giocato che quel mercato restituisce, è l’inverso di quella somma: 1 diviso 1,053, che sta appena sotto il 95 %. Il margine del bookmaker è il resto, poco più del 5 %, ed è largo circa il 5 % su ogni unità puntata su quel mercato.
Detto in modo più concreto: su 100 € giocati su un mercato a due esiti con quelle quote, l’operatore ne restituisce in media circa 95 e ne trattiene circa 5. Non è una tassa, non è un addebito, non compare da nessuna parte nell’estratto conto. È dentro il prezzo, e si paga a ogni giocata.
Il numero conclusivo non è «5 %», ed è il passaggio che sfugge a quasi tutte le comparazioni. Quanto un margine pesi dipende dal mercato: su un mercato a due esiti con quote come queste il payout sta intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %, mentre su un mercato con più esiti — un 1X2 con la sua terza quota — il margine tipicamente sale, e con esso scende la quota restituita. Quindi la risposta onesta è una banda con una condizione: il costo implicito di una quota sta nella fascia attorno al 5 % per un mercato a due esiti, e cresce quando gli esiti possibili diventano tre, quattro, cinque. Le quote minime che si vedono nei requisiti dei bonus ragionano esattamente su questo: alzare la soglia vuol dire restringere le giocate che contano alle fasce in cui l’operatore ha più margine.
Come si legge il margine dal palinsesto senza calcolarlo? Il test rapido è la somma dei reciproci. Su una partita di calcio si prendono le tre quote del 1X2, si divide 1 per ciascuna e si somma. Se il totale è vicino a 1,03-1,04, quel mercato è stretto; se supera 1,08, il margine è quasi il doppio e la stessa previsione azzeccata rende molto meno. Vale la pena fare questo conto su due operatori con lo stesso evento in palinsesto, perché è l’unico confronto di convenienza che un giocatore può fare in trenta secondi senza leggere una riga di condizioni.
Concessione, .it e prove: cosa si può verificare davvero
Il tempo verbale conta. In Italia la domanda non è se un bookmaker sia «legale» in astratto — quasi tutti quelli che si trovano online lo sono da qualche parte del mondo — ma se quel preciso indirizzo sia autorizzato a raccogliere giocate da chi si trova in Italia. Sono due domande diverse, e confonderle è l’errore più costoso che un giocatore possa fare, perché il rischio non si distribuisce: non è un rischio che si divide fra sito e giocatore, è un rischio che si concentra tutto sul secondo.
Il quadro è fissato dal Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni non sono licenze aperte: sono titoli assegnati per gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore sugli eventi sportivi, compresi quelli simulati, e sulle corse dei cavalli; alla lett. b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lett. c) l’ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè l’exchange; alla lett. f) il bingo. L’art. 6, comma 3 fissa la durata massima del titolo: nove anni, senza rinnovo.
Quanto vale una concessione lo dice la gara di settembre 2025, che ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. Chi presenta un’offerta da 7 milioni di euro non lo fa per nostalgia: lo fa perché il mercato italiano, con i suoi limiti e le sue regole, resta uno dei più grandi d’Europa.
Il registro unico degli autoesclusi e il conto di gioco
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e funziona come una serranda unica: chi si iscrive viene bloccato su tutte le piattaforme online autorizzate in Italia, non su una sola, e anche sulle sale fisiche. È l’argomento più forte a favore del gioco su un concessionario, e va detto con precisione, perché il RUA protegge solo chi gioca dove è collegato. Un sito senza concessione non è connesso al registro: iscriversi al RUA e poi andare a giocare su un dominio estero significa aver chiuso la porta di casa lasciando aperta la finestra.
Le condizioni di Admiralbet danno la misura di quanto lo strumento sia diventato granulare: i periodi previsti sono di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La possibilità di escludersi per sette giorni è la parte da sottolineare: copre il caso più frequente, la serata storta, quello che prima non aveva strumenti intermedi fra «continuo» e «smetto per sempre».
Il conto di gioco è il secondo tassello, e quello che genera più incomprensioni. Il conto richiede un’identificazione completa: si apre con il modulo e la copia di un documento, oppure con SPID e CIE, e BetFlag rimanda esplicitamente alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, con il gioco vietato ai minori di 18 anni. Il punto pratico è quello che quasi nessuno legge in anticipo: senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Chi apre un conto di fretta e rimanda la verifica si ritrova con una vincita che non può incassare, e la scoperta arriva di solito nel momento peggiore, cioè quando c’è qualcosa da prelevare.
Autoesclusione, limiti e il momento in cui servono
Gli strumenti di tutela hanno una caratteristica comune, e spiega perché così tanti giocatori li scoprono tardi: servono prima di essere necessari, e nessuno pensa di averne bisogno prima. La legge li mette in mano al giocatore nel momento in cui apre il conto, che è esattamente il momento in cui la sua capacità di giudizio è meno affidabile — è appena entrato in un ambiente costruito per farlo giocare.
L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca ciò che un concessionario deve mettere a disposizione: alla lett. a) gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; alla lett. b) i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; alla lett. c) i messaggi automatici su durata e spesa; alla lett. e) gli strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; alla lett. f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. L’art. 15, comma 2 aggiunge un obbligo che vale la pena conoscere perché orienta il modo in cui gli operatori comunicano: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
C’è una asimmetria nel meccanismo dei limiti che merita di essere scritta in chiaro, perché è la cosa che i giocatori scoprono nel modo sbagliato. Il limite di deposito si sceglie in registrazione, su base settimanale o mensile. Abbassarlo è immediato: si fa e vale subito. Alzarlo no. Le condizioni di Admiralbet lo dicono senza giri di parole: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. In registrazione, lo stesso operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. La logica è evidente — il giorno in cui vuoi alzare il limite è il giorno in cui vuoi giocare di più, non il giorno in cui ragioni meglio — e chi la incontra senza saperlo la vive come un ostacolo. Attraverso la lente di questa pagina, il calcolo è un altro: quei sette giorni sono il tempo in cui una decisione presa di pancia non produce ancora effetti sul conto.
Bet365 copre lo stesso terreno con un elenco diverso di strumenti: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con l’indicazione, per i residenti in Italia, del Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il numero gratuito è la parte da tenere a mente, perché è l’unico strumento della lista che funziona anche se il problema non è il proprio conto ma quello di qualcun altro.
Le stesse tutele valgono, naturalmente, solo dove esiste la concessione che le impone. Su un operatore autorizzato, un limite abbassato vale su tutte le piattaforme collegate al RUA e nessuno può aggirarlo aprendo un secondo conto sullo stesso marchio. Su un sito estero il limite vale per quel conto e per quel momento: è una promessa, non un vincolo di sistema.
Sport, palinsesto e tornei: dove finisce la scelta
Il palinsesto è una parola tecnica e vale la pena usarla con precisione, perché definisce i confini di ciò che si può giocare. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno in quel programma. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, secondo quanto riporta la stampa di settore.
La conseguenza pratica è che l’ampiezza del palinsesto non è una scelta di marketing ma il risultato di un’autorizzazione. Un mercato che non c’è su un operatore italiano può non esserci perché l’operatore ha deciso così, oppure perché non è stato approvato. Due cause diverse, lo stesso risultato per chi cerca quella giocata.
Dal campo al biglietto: che cosa si trova davvero
Sul piano dell’offerta concreta, gli operatori del confronto coprono il calcio in modo capillare e si distinguono per gli extra. L’app Planetwin365 copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È la copertura più dichiarata del gruppo, e non a caso arriva da un operatore la cui app è nata per il pre-match.
Lottomatica, dal canto suo, copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita mentre si gioca. Sisal dichiara nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket: è il volume più alto fra i dieci.
Le tipologie di giocata, invece che i campionati, sono il terreno di Betfair Sport: la sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. Eurobet spinge nella direzione opposta, cioè verso la varietà: il suo palinsesto va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Sono i due estremi del mercato italiano: chi vuole solo calcio non ha bisogno di quella varietà, chi la usa non la trova altrove allo stesso livello.
StarCasinò è in questa lista soprattutto perché la sua app consente di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò. Il posizionamento è dichiarato dalla scheda stessa: il casinò viene prima, lo sport c’è. Non è un difetto, è un’informazione, e chi confronta i marchi per la sola sezione scommesse farebbe bene a leggerla come tale.
Gli eventi simulati sono una categoria a parte, e il diritto la tratta come tale. L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» come gli eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati tramite animazione o un evento reale preregistrato; sono consentiti dentro una concessione per le scommesse sportive, e non richiedono un titolo separato. I numeri dichiarati dagli operatori danno l’idea della scala: Sisal parla di oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, con l’app che affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster; SNAI indica a sua volta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo; i Virtuali di Lottomatica comprendono calcio, corse di cavalli al trotto e al galoppo e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio; nella sezione Virtual di Eurobet si scommette su partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0.
Vale la pena mettere in chiaro una cosa che chi arriva dal calcio reale non si aspetta. Il margine su un evento simulato è più alto: al netto, l’operatore paga l’imposta unica al 24,5 % sull’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite, contro il 24,5 % del gioco a distanza reale e il 20,5 % di quello raccolto sulla rete fisica. La forbice fra rete fisica e rete a distanza è essa stessa l’informazione: la stessa giocata costa all’operatore circa quattro punti percentuali in più se arriva da un computer.
Un caso a parte, e il solo davvero diverso in questa lista, è l’exchange. L’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) lo regolano come gioco autonomo: il giocatore può essere battitore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La conseguenza economica è profonda, perché il margine del bookmaker scompare e al suo posto compare una commissione sulla vincita netta. Betfair, descritta come la prima in Italia con la concessione 16028, ha regole proprie per i conti sull’exchange italiano: la documentazione dell’operatore indica una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Sono due condizioni che cambiano il calcolo di convenienza rispetto a un bookmaker classico, in entrambe le direzioni: il costo per giocata scende, la puntata minima da rispettare è più alta di quella a cui si è abituati su una singola da pochi euro.
Un calcolo che vale la pena fare prima di giocare
Torniamo alle quote, con un esempio che non è un prezzo letto da nessuna parte ma un modello. Una multipla a tre gambe, ciascuna a 1,90, moltiplica le quote: il prezzo finale è 1,90 per 1,90, cioè 6,859, che si arrotonda a 6,86. Puntando 10 € si incassano circa 68,60 €, con un profitto netto di circa 58,60 €. Il conto è lineare, ma il margine no: ogni gamba porta con sé il proprio ricarico, e su tre gambe il costo implicito si somma. Il payout di una multipla è il prodotto dei payout delle singole gambe. Con tre gambe a un payout del 95 % ciascuna, il payout complessivo scende intorno all’85,7 %: la quota finale è più alta, il premio per chi azzecca è più alto, ma la parte trattenuta su ogni euro giocato è quasi tripla rispetto a una singola. È il motivo per cui le multiple sono il prodotto preferito dagli operatori e raramente quello preferito dai giocatori pazienti.
Lo stesso ragionamento spiega perché il cash out è un servizio e non un regalo. La funzione permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca — Sisal la offre, e SNAI la offre per chiudere le schedine prima della fine dell’evento — e il prezzo a cui si chiude lo fa l’operatore, non il mercato. Chi esce prima paga quella comodità in quota, sempre.
La vigilanza: chi controlla, chi blocca, chi paga
Ci sono tre attori, e fare confusione fra i loro ruoli è il modo più rapido per farsi un’idea sbagliata di cosa significa giocare in Italia.
ADM è l’autorità di regolazione e vigilanza. Fissa il perimetro, approva i palinsesti evento per evento, tiene l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e l’elenco dei siti inibiti. Entrambe le liste sono pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 affida ad ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, la tenuta delle due liste, e sanziona i fornitori di accesso a internet e i fornitori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM da 30.000 € a 180.000 € per violazione. I domini inibiti vengono rediretti su una pagina di avvertimento.
L’AGCOM è il secondo attore, e il suo terreno è la pubblicità. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo ha citato il 28 febbraio 2024 nella sua formulazione integrale: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM vigila sull’applicazione, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il terzo attore, quello di cui si parla meno, è il giocatore, ed è l’unico che rischia in proprio. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa ricorda il 28 febbraio 2024, prevede «l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero», e aggiunge: «Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È un passaggio da leggere due volte, perché il verbo non è «potrebbe» ma «è sanzionato». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non risultano; il testo della norma, però, non lascia spazio a letture rassicuranti.
Quello che accade davvero lo dice il conteggio dei domini oscurati: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo la stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia alla volta. Il blocco opera a livello di DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri, e i mirror riappaiono nel giro di ore. Non è una diga, è una rete: chi vuole passare trova il modo, e chi ci passa sa cosa rischia.
Una nota sull’onestà intellettuale di questa parte: le regole cambiano, e l’ordine del TAR Lazio n. 15037 del 29 luglio 2025 ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 € previsto per la sanzione pubblicitaria, mentre due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla notifica del divieto. Una proposta di modifica, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per eliminare il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, non risulta essere diventata legge. Alla data di verifica il divieto è in vigore, e va trattato come tale.
Le imposte: chi le paga, e chi crede di pagarle
Questa è la sezione in cui la differenza fra un sito autorizzato e uno che non lo è diventa una questione di denaro contante, e vale la pena essere precisi fino all’ultima riga.
Sui primi, l’imposta unica la paga l’operatore. Per le scommesse sportive a quota fissa, ai sensi dell’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 — il cui numero non risulta confermato — l’aliquota è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano le stesse aliquote (in precedenza 43 % e 47 %); le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.
Il giocatore, dal canto suo, non paga su quelle vincite e non le dichiara, perché il prelievo cade sul concessionario: è la lettura riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, che descrive le vincite come «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: per la propria posizione conviene consultare un commercialista.
Sui siti non autorizzati il meccanismo si capovolge, e questa parte è ricostruita da un documento ufficiale. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi», ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta. La posizione va letta per quello che è — andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e questo non è consulenza fiscale.
Il punto di questa sezione non è fiscale, è comportamentale. Chi sceglie un sito estero per «non pagare le tasse» si assume due volte lo stesso rischio: nessuna ritenuta alla fonte, ma una dichiarazione da fare con regole che il più delle volte non conosce, e una vincita che arriva già gravata da un obbligo di cui nessuno gli ha parlato all’apertura del conto. Il concessionario ADM, qualunque cosa si pensi delle sue quote, gli ha risparmiato quella pratica.
I dieci concessionari, uno per uno
Quello che segue non è una graduatoria di convenienza: è la lettura delle condizioni pubblicate, con una nota su cosa cambia per chi sceglie. L’ordine è quello dell’elenco e resta invariato, perché non c’è un criterio migliore per ordinare marchi che non si possono confrontare su un prezzo uguale.
Admiralbet: gli unici termini che descrivono per intero la durata dell’autoesclusione
Con concessione ADM n. 16048 intestata ad Admiral Bet S.r.l., AdmiralBet è il marchio su cui questa pagina può dire di più, semplicemente perché i suoi termini dicono di più. L’autoesclusione copre 30, 60 o 90 giorni oppure è a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Poi c’è la parte che riguarda il primo giorno. In registrazione, AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. Tre dimensioni insieme — quanto ricarichi, quanto spendi, quanto tempo stai dentro — con un ritardo solo in salita.
Il verdetto: AdmiralBet è il marchio di questa lista per chi vuole sapere in anticipo esattamente cosa succede il giorno in cui decide di smettere, e per chi considera l’autoesclusione uno strumento e non una formalità. La granularità fra 7 e 270 giorni non è un dettaglio burocratico: è la differenza fra uno strumento che si usa e uno che si rimanda perché «tanto è per sempre». Se invece cerchi il palinsesto più vasto o l’app più ricca, questa pagina non ha elementi per dirlo, ed è un’altra storia.
Planetwin365: la copertura dei campionati più dichiarata del gruppo
Concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a. L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Nessuno degli altri elenchi di campionati riportati per i marchi di questa pagina è altrettanto esplicito. Il dettaglio che colpisce è la presenza della Serie C e della Coppa Italia accanto alla Premier League: è il segnale di un’offerta costruita sul pubblico italiano, non di un palinsesto internazionale tradotto.
Il verdetto: nove campionati e tre coppe nominati per esteso sono una dichiarazione che vale quanto una promessa di ampiezza, e chi segue il calcio italiano di serie minori la trova raramente altrove. Sul terreno dei limiti e dell’autoesclusione questa pagina non ha elementi, il che non è un giudizio sul marchio ma il limite di ciò che i suoi termini richiamati dicono: chi ci apre il conto trovi quelle pagine prima del primo deposito, non dopo.
Betfair: l’unico exchange regolato come gioco a sé
Concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. L’exchange è un gioco diverso dal bookmaker, e il diritto italiano lo tratta come tale: il giocatore può essere battitore o banco, il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair è descritta come la prima in Italia, e la sua documentazione indica regole specifiche per i conti sull’exchange italiano, a partire da una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi.
Sul conto delle vincite, un articolo di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla e che il prelievo cade sul concessionario. È la stessa logica dell’imposta unica sui bookmaker, applicata a un prodotto in cui il margine non esiste: al suo posto c’è una commissione, e su un exchange con liquidità il costo per giocata può essere una frazione di quello di un bookmaker tradizionale.
Il verdetto: duecento centesimi di puntata minima in passi da cinquanta sono il vero discrimine, e non il tasso di commissione. Chi gioca singole da 2 € o 3 € si trova fuori taglia per costruzione, perché su un exchange la puntata minima è una condizione di mercato e non un capriccio. Chi invece muove importi più alti, e conosce la differenza fra puntare e bancare, ha qui l’unica struttura in cui il margine non è incorporato nel prezzo. Per tutti gli altri resta un prodotto interessante da capire e poco adatto da usare.
StarCasinò: il casinò davanti, lo sport dietro
Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò.
La sequenza delle parole nella scheda non è casuale: slot, Live Casinò, e insieme lo sport. È il ritratto di un marchio che nasce dal casinò e tratta la sezione scommesse come un servizio complementare.
Il verdetto: un conto qui si apre per il tavolo, non per il palinsesto. Chi cerca solo scommesse sportive trova in questa lista operatori con una dichiarazione sportiva molto più specifica, e la trasparenza della scheda è già una risposta. Chi già conosce il marchio per il casinò ha invece il vantaggio di un’unica gestione del conto, e questo per qualcuno vale più di un campionato in più.
NetWin: un bonus reale con una soglia di ingresso precisa
Concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
Vale la pena leggere bene i tre vincoli, perché disegnano un profilo preciso. Il bonus è in denaro e non in gettoni di gioco, il tetto è di 50 €, e il conto deve essere verificato: quest’ultima condizione è quella che pesa di più, perché sposta la verifica dell’identità prima dell’accredito e non dopo. Con un deposito minimo di 20 €, l’offerta è tarata su chi entra con una cifra bassa.
Il verdetto: un tetto di 50 € con deposito minimo di 20 € è un’offerta piccola e sincera, e la sua forza sta nell’essere denaro reale invece che credito di gioco. Il requisito del conto verificato è però la condizione che decide tutto: chi apre il conto di corsa, senza documento o senza SPID, non vede il bonus finché non completa la verifica, e in quel caso l’ordine delle cose è l’opposto di quello che il banner suggerisce.
Sisal: il volume più alto, e il conto che vive fra app e negozio
Concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. È il volume dichiarato più alto fra i dieci marchi di questa pagina.
Le tipologie di giocata sono altrettanto fitte: la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. A questo si aggiunge un livello che nessun altro marchio di questa lista dichiara: si possono prenotare le scommesse e si può ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Per il bonus di benvenuto serve un conto di gioco, la registrazione sul sito o dall’app e una prima ricarica, e il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto.
Il verdetto: quindici000 eventi live lamentati da un operatore fisico dicono che la rete di negozi ha smesso da tempo di essere un canale separato, e chi ha un punto vendita sotto casa ha qui un vantaggio che nessuna quota compensa. La scansione della schedina cartacea con il telefono è il dettaglio che meglio riassume il modello: il biglietto di carta e il conto online sono lo stesso conto.
Goldbet: un marchio, due concessioni nel gruppo
Concessione ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
La riga interessante di questo marchio non è nella sua scheda, è accanto: la stessa società detiene anche la concessione 16010 su Lottomatica. Due titoli, due siti, un solo concessionario. Per il giocatore è un’informazione con un effetto pratico: l’identificazione, il codice fiscale e la verifica sono le stesse persone giuridiche dall’altra parte, e un provvedimento che riguarda la società riguarda entrambi i marchi.
Il verdetto: un catalogo di tipologie di giocata completo — live, pre-match, singole, multiple, sistemi — con la solidità di un gruppo che possiede due concessioni invece di una. Il punto da tenere presente non è il prodotto ma la struttura: chi apre un conto qui e uno su Lottomatica sta parlando con lo stesso concessionario, e non è una sfumatura.
BetFlag: l’apertura del conto che mette SPID in prima fila
Concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Il conto si apre anche con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.
Mettiamo i due numeri uno accanto all’altro, perché insieme raccontano la cosa giusta: un tetto di 5.000 € è il più alto fra quelli riportati per i marchi di questa pagina, ed è un tetto, non un accredito garantito. Il 100 % si applica al primo deposito, qualunque esso sia, fino a quella soglia. Chi deposita 50 € riceve 50 €; chi deposita 5.000 € riceve 5.000 €.
Il verdetto: BetFlag è il marchio con l’identificazione più esplicita del gruppo, perché mette SPID e CIE nella stessa frase della registrazione classica, e questo è un vantaggio concreto per chi vuole evitare il conto sospeso dopo trenta giorni. Sul taglio del bonus, il tetto alto premia i depositi grandi e non fa nulla per quelli piccoli: è una scelta di posizionamento, non una promessa di valore.
Eurobet: il palinsesto più largo, elezioni comprese
Concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. L’app gestisce scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets; dall’app si consultano le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad.
Il palinsesto è il vero tratto distintivo: da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Nella sezione Virtual si scommette su partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0.
Il verdetto: un bookmaker che accetta giocate sulle elezioni ha smesso da tempo di essere un bookmaker di calcio, e chi cerca un mercato che non trova altrove lo trova probabilmente qui. La domanda che però resta aperta è che cosa significhi tutto quel margine su mercati con pochi esiti e poca liquidità: la varietà non è gratis, e i mercati esotici sono quelli dove il ricarico è più largo. Per un giocatore di calcio, metà di quel catalogo è rumore.
Lottomatica: pagamenti riconoscibili, virtuali completi
Concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita.
Sui pagamenti, il conto gioco accetta fra i metodi per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri; l’accesso dall’app avviene con username e password. Il catalogo dei Virtuali comprende calcio, corse di cavalli al trotto e al galoppo e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco sono previsti bonus, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali.
Il verdetto: PostePay e PayPal nel conto gioco sono la cosa che conta per chi ha già un metodo di pagamento e non vuole aprirne uno nuovo per scommettere, e questa non è una differenza da poco. Il marchio condivide però concessionario e strategia di gruppo con Goldbet, e chi apre entrambi i conti non sta diversificando nulla.
Domande frequenti
Cosa cambia, in pratica, fra un concessionario ADM e un sito estero?
Cambia il sistema in cui entri. Un concessionario italiano è collegato al RUA, quindi un’autoesclusione vale su tutte le piattaforme autorizzate; ha palinsesti approvati da ADM; applica limiti di deposito e strumenti dell’art. 15; e paga lui l’imposta unica sulle vincite. Un sito estero non ha niente di tutto questo, non è raggiungibile da un ordine di blocco italiano, e la sua licenza non ha alcun valore in Italia. La differenza non si vede finché tutto va bene.
Le vincite su un sito senza concessione vanno dichiarate?
Secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le vincite su siti anche registrati o ospitati all’estero sono «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, imponibili per l’intero importo ricevuto secondo l’art. 69 del TUIR e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota applicata non risulta, e la sua posizione va verificata con un commercialista.
Un bonus senza deposito è sempre un affare?
Il bonus senza deposito esiste come categoria e come parola, e va valutato sulla stessa base di ogni altro bonus: per quanto rigioco, entro quale scadenza, a quale quota minima, con quale tetto sulla vincita. Sui dieci operatori trattati, i requisiti di puntata e le quote minime non sono pubblicati nei documenti richiamati per questa pagina, e questo non è un dettaglio secondario: senza quei numeri non si conosce il valore del bonus, si conosce solo il suo importo.
Quanto conta la scadenza di un’iniziativa?
Nel gioco non esiste un’obbligazione di risultato: esiste un’offerta di gioco con condizioni pubblicate, e le condizioni cambiano. Un bonus con una scadenza di pochi giorni, una quota minima elevata o un tetto basso sulla vincita trasformano un’importo in un obiettivo difficile da raggiungere. Il consiglio non è di rinunciare: è di leggere la scadenza come parte dell’importo, perché un bonus che non si completa ha lo stesso valore di un bonus che non esiste.
Che margine si sta pagando su una quota?
Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 — esempio illustrativo, non un prezzo letto su un sito — il margine implicito è di poco superiore al 5 % e il payout di poco inferiore al 95 %. La condizione è che si tratti di un mercato a due esiti: su un 1X2 il margine tipicamente cresce. Basta sommare i reciproci delle quote per capire quanto si sta pagando per giocare.
Che fine fa il margine su una multipla?
Le quote delle singole si moltiplicano, quindi una multipla a tre gambe da 1,90 paga circa 6,86 volte la puntata, ma i margini si sommano: con tre gambe a un payout del 95 % ciascuna, il payout complessivo scende intorno all’85,7 %. La quota finale più alta è un premio per il rischio aggiunto, non un dividendo: la parte trattenuta su ogni euro giocato è quasi tripla rispetto a una singola.
Che cosa resta scoperto su un conto non verificato?
Un conto aperto senza SPID o CIE deve essere convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. È un termine che quasi nessuno legge in fase di registrazione, e che si scopre nel momento peggiore, cioè quando c’è una vincita da incassare. Chi apre il conto con il documento a portata di mano non ha il problema; chi rimanda la verifica si ritrova con il saldo congelato fino alla convalida.
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